Mini-scenario di riferimento per la decisione della Corte costituzionale federale tedesca.

La Corte Costituzionale Federale tedescaFin dal 2015, la BCE ha puntato sull’allentamento quantitativo (Quantitative Easing, QE) per sostenere l'economia, accumulando circa tre mila miliardi di euro di obbligazioni. Con buona parte dell’Eurozona che rischia la recessione, ha in programma – come abbiamo appena visto - ulteriori iniezioni di liquidità finalizzati a mantenere bassi i costi di finanziamento per aziende e governi. In Germania, tuttavia, un gruppo di accademici e imprenditori combatte tale politica sostenendo che la BCE vada oltre il suo mandato perché incoraggia gli Stati a non seguire un percorso virtuoso di consolidamento dei conti sapendo di poter contare sulla rete di sicurezza della BCE. Poiché tali acquisti costituiscono un finanziamento diretto dei Governi si configura una violazione del Trattato Europeo. Altro punto oggetto del ricorso da loro presentato alla Corte Costituzionale tedesca riguarda la liceità della partecipazione della Bundesbank agli acquisti di bond. Su entrambi gli aspetti la Corte si è espressa il 5 maggio.

Il giudizio della Corte Costituzionale federale tedesca. 5 maggio 2020.

La Corte Costituzionale tedesca ha confermato che il programma di acquisto di titoli pubblici della BCE, ovvero il QE, rispetta le leggi federali della Germania. La Corte, infatti ha annunciato di "non aver riscontrato violazioni della regola del non finanziamento monetario dei Bilanci degli Stati" nei programmi di acquisti di titoli della BCE.

Relativamente al secondo punto, invece, la Corte ritiene che il governo federale ed il parlamento tedesco hanno violato la costituzione per non avere adeguatamente impegnato la BCE sull’attuazione dei programmi di acquisti e in particolare affinché queste operazioni seguissero i necessari criteri di proporzionalità. Perciò “la Bundesbank - recita la sentenza - potrà non partecipare ulteriormente all’attuazione delle decisioni della BCE, fino a quando il Consiglio BCE non adotti una nuova decisione che dimostri in maniera comprensibile e sostanziale che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti non sono disproporzionati”. Cioè che venga dimostrata la proporzionalità negli acquisti di debito dei diversi Stati. Entro i prossimi 90 giorni.

Le reazioni a caldo.

La BCE. Sta valutando la sentenza diffusa dalla Corte Tedesca sul programma di acquisto di titoli di Stato “e si esprimerà a tempo debito”. Lo ha detto un portavoce della BCE.

La Commissione Europea (CE). “Riaffermiamo la supremazia del diritto comunitario: le sentenze delle Corte di giustizia europea sono vincolanti per tutte le Corti nazionali". Così il portavoce capo della CE Eric Mamer che ha altresì aggiunto “La commissione ha sempre rispettato l’indipendenza della BCE nell’attuazione della politica monetaria”.

La Bundesbank. Costretta a vendere i titoli di Stato tedeschi? Se i chiarimenti richiesti alla BCE (entro tre mesi) non fossero convincenti, la Bundesbank non solo potrebbe non partecipare più al piano di acquisto bond ma la Corte tedesca ha stabilito che la Banca Centrale tedesca sarebbe costretta a vendere i titoli di Stato (tedeschi) acquistati durante l’applicazione del QE.

Bruxelles. Slitta la proposta UE per il bilancio 2021-2027 e quella di Recovery fund che la Commissione Europea avrebbe voluto presentare domani. Di qualche settimana. Almeno.

In sostanza: fin qui sono emersi con chiarezza due aspetti che debbono trovare una composizione politica che non sarà né semplice né immediata. Il primo è la volontà da parte della BCE di fornire la liquidità necessaria ed il credito richiesto da Stati (finanza pubblica) e imprese e lavoratori (società ed economia). Dall’altro è lo scontro sempre più acuto all’interno della Germania tra chi ha a cuore l’Europa e chi la sola Germania.