Ursula von der Leyen e Angela Merkel30 giugno 2020. Si è concluso senza un accordo la prima riunione (virtuale) dei capi di Stato e Governo della UE dopo che la CE ha proposto il Recovery Fund da 750 miliardi di euro per la ripresa economica post-Covid19. Non c’è stato, infatti, consenso né sull’ammontare del fondo, né sulle condizionalità della spesa né sull’entità dei contributi che ogni Stato membro deve versare per i prossimi 7 anni al bilancio dell’UE. Al termine della riunione Angela Merkel ha affermato che "La struttura giuridica proposta dalla Commissione non è stata messa in discussione" e che "Nessuno ha contestato il fatto che la CE potesse emettere obbligazioni". Permangono, però, divergenze sulla dimensione del piano di salvataggio di 750 miliardi di euro e sulla quota costituita da sovvenzioni   a fondo perduto e quella rappresentata da prestiti. "La prima discussione è stata molto positiva", dice la presidente della CE, Ursula Von der Leyen, poiché molti hanno sottolineato che "deve essere fatto di tutto per raggiungere un accordo prima della pausa estiva".

Come è noto, la CE ha proposto uno schema di fondi e prestiti per far uscire il continente dalla recessione economica generata dalla pandemia.
Il maxi programma consiste in 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti ed i beneficiari saranno i Paesi più colpiti dalla crisi da coronavirus. All’Italia spetterebbero 172,7 miliardi, di cui 81,7 a fondo perduto e 91 di prestiti, 80 miliardi alla Spagna ed oltre 20 miliardi alla Grecia.
Come verranno reperiti i quattrini?
La CE li chiederà in prestito ai mercati finanziari rimborsandoli attraverso i futuri bilanci dell’UE non prima del 2028 e non dopo il 2058. Si tratterebbe, pertanto, di una condivisione del debito di cui si faranno carico tutti gli Stati membri. La CE propone anche di introdurre degli strumenti per dotarsi di risorse proprie introducendo, ad es., nuove tasse come la web tax (che tassa i giganti del web) e la tassa sulle emissioni di CO2. Il Recovery Fund si aggiunge, infine, alla proposta per il bilancio europeo di 1,1 trilioni di euro per i prossimi 7 anni.

L'annuncio della CE segue la proposta franco-tedesca di prevedere un fondo di 500 miliardi di euro da erogare tramite sovvenzioni ai Paesi più colpiti dal Covid-19. Una proposta di portata storica, vista la tradizionale resistenza di Angela Merkel alla condivisione del debito tra Stati europei che, invece, ha parlato di un progetto storico che "ci proietta nel futuro". Italia, Francia, Portogallo e Spagna sostengono il piano della CE e premono per una rapida conclusione dei negoziati per poter immettere liquidità nelle loro casse statali. Una volta ricevuti i piani per il rilancio da parte degli Stati richiedenti, la CE impiegherà 4 mesi per valutarli e altri 2 per avallarli, giungendo in tal modo a primavera 2021. Queste proposte sono un passo in avanti verso una integrazione europea ma dovranno superare l’opposizione di 4 paesi (Austria, Olanda, Svezia e Danimarca) che ritengono che le risorse debbano essere concesse sotto forma di prestiti e a condizione che i paesi beneficiari portino avanti delle riforme.

Il Recovery Fund ed il bilancio pluriennale della UE, infine, richiedono il via libera degli Stati membri: cioè l’unanimità dei capi di Stato e di Governo europei e degli eurodeputati per divenire realtà. L’iniziativa passa ora al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel che inizierà una serie di consultazioni con i governi nazionali per trovare un compromesso. E’ previsto un vertice il 17-18 luglio ma molti pensano che sia necessario un vertice ulteriore (fine luglio?) per arrivare ad una decisione finale.
Alla prossima puntata con https://www.rilanciafriuli.it, dunque.