Mentre il presidente della Regione Fvg pensa ad un muro per arginare il fenomeno (europeo) della rotta balcanica, il suo vicepresidente pensa di lanciare la questione settentrionale!

Due pensate che spiegano l’etichetta di “rivoluzionari del buon senso” che l’attuale maggioranza politica nostrana si è scelta per rappresentarsi. Insomma, hanno rivoluzionato il buon senso girandoci attorno ed imboccato il senso contrario!

Si rileva, infatti, che in tema di immigrazione abbiamo un ministro competente in vulcanica attività mentre la Regione Fvg non ha alcuna competenza, tantomeno il suo presidente. Dichiarando di “non vedere” un Friuli statico, inoltre, il suo vice guarda oltre il Friuli sognando una improbabile “alleanza politica” con la regione Lombardia e Veneto. Per fare cosa?

Risolvere i problemi di competitività del Fvg con i Paesi limitrofi di quest’ultimo, Paesi per i quali la Lombardia non ha il minimo interesse perché piccoletti (Slovenia e Croazia valgono, assieme, un quarto dell’economia lombarda) e geograficamente agli antipodi: non è casuale che verso di essi si indirizza poco più dell’1% dell’interscambio commerciale lombardo!

L’interesse del Veneto? Di poco superiore, anch’esso risibile. Facendo ritorno alla realtà nostrana, se il presidente Fvg e il suo vice vedessero finalmente la condizione in cui versa l’economia e la società regionale, dovrebbero lanciare la “questione friulana”. Ed impegnarsi in una politica “rilanciaFriuli” senza aspettarsi regali da regioni impegnate a trarre vantaggi ciascuna in nome e per conto proprio.

Regioni che hanno già risolto i problemi di competitività sofferti durante la Grande Crisi. Nel periodo 2002-2018, infatti, il valore aggiunto realizzato dall’economia del Nord-Est è cresciuto dell’8% grazie al +14,5% del Trentino A.A., al +8,9% dell’Emilia R. e al +8% del Veneto. Il Nord-Ovest? Più 4,2% grazie al traino della Lombardia (+7,6%) con una provincia di Milano locomotiva (+18,8%)!

Il nostro Fvg? Calato dell’1,8%. Un calo contenuto, quasi una stagnazione … per una vista debole. Ad una vista normale, invece, appare chiaramente che non c’è affatto una questione settentrionale bensì un caso Fvg.

Meglio, una questione friulana da risolvere. Il dato Fvg, infatti, è media di una crescita del 9,2% dell’economia triestina, di una stagnazione di quella goriziana e pordenonese e di una decrescita assai infelice (-7,7%) di quella udinese. Una questione friulana di cui deve farsi carico urgentemente la politica indigena tutta.