A Fagagna le galline battono gli umani otto a sei - Pubblicato su "Il Friuli" del 3 luglio 2020 
I Friuli 3 luglio 2020 - Articolo di Fulvio Mattioni

Concludo la saga del maxi-allevamento automatizzato e intensivo (un assembramento di 150mila galline ovaiole) da realizzare a Fagagna, dopo averne ricordato l’eventuale lascito per il nostro Friuli - con l’articolo “Da piccolo compendio dell’universo a pattumiera del Veneto” del 17 febbraio 2020 - ed essermi chiesto se ⇒ A Fagagna viene prima l'uovo o la gallina? con quello del 28 febbraio.

E’, infatti, possibile dare una risposta certa all’inquietante quesito: a Fagagna le galline battono gli umani!
Su 17 consiglieri comunali totali 8 hanno votato sì all’approvazione dell’iniziativa, 6 no e 3 hanno imitato l’igienico Pilato!

Il Consiglio comunale ha
approvato la nascita di un
allevamento intensivo
da 150mila esemplari,
con tre astensioni pilatesche

Oltre a comunicare la sconfitta degli umani di Fagagna, Mereto di Tomba e San Vito di Fagagna molestati dall’universo gallinaceo, ci dispiace evidenziare l’inerzia delle Amministrazioni comunali interessate. Perché? Primo, non hanno aderito alle reiterate richieste del Comitato ‘Tre Comuni per l’Ambiente’ di avere un confronto franco nel quale approfondire vantaggi (?) e svantaggi (!) dell’iniziativa; secondo, non hanno coinvolto l’Amministrazione regionale facendo presente la compresenza di ben 11 allevamenti intensivi di vacche, maiali, galline; terzo, non hanno prodotto un’iniziativa nei confronti degli Enti preposti alla valutazione degli impatti ambientali, sanitari, onde ottenere una valutazione complessiva che non si risolvesse nell’adagio “tanto… uno più o uno meno, che cambia?”.

A seguito dei due articoli citati, peraltro, diversi colloqui informali mi hanno reso edotto del fatto che quello rappresentato non è un caso unico, anzi!

E’, quindi, doveroso per l’Amministrazione regionale procedere a una rilevazione sistematica degli allevamenti intensivi presenti in Friuli (per la densità dei quali il Friuli detiene un triste primato a livello nazionale, purtroppo!) a cui applicare la nuova normativa comunitaria ben più rispettosa dell’ambiente e della salute delle persone.

Nell’immediato futuro, sottolineo che è interesse di tutti (perché tale è l’attenzione per la salute e l’ambiente) condividere le prossime iniziative del suddetto Comitato sostenute anche dal Patto per l’Autonomia a motivo della sua marcata vocazione di tutela e promozione delle comunità locali.

Concludo, infine, la mia partecipazione alla rubrica “Numeri per non dare i numeri” ringraziando i suoi lettori per la condivisione del tentativo da essa esplicitamente dichiarato. E, con essi, il direttore Rossano Cattivello per la totale libertà garantita e Hubert Londero per le lunghe chiacchierate telefoniche su ciascuno degli articoli scritti.



Allegati:
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